martedì 15 ottobre 2019

#39 Fulgore della notte

Buongiorno miei cari lettori, oggi pubblico la recensione di un libro molto particolare, Fulgore della notte di Omar Viel. Ringrazio l'ufficio stampa per avermi dato la possibilità di leggerlo.


Autore: Omar Viel 
Editore: Adiaphora Edizioni
Pagine: 212
Data di pubblicazione: 30 settembre 2019
Genere: romanzo


Il professor Gordon Wilson non si sarebbe dovuto trovare in quella strana casa. Inebriato dal fascino di una ragazza sconosciuta, così simile a sua moglie Una, provoca inavvertitamente un incendio; dalle fiamme, scivola nella realtà la sinuosa figura di una tigre. Gor­don, spaventato, fugge, lasciando la propria famiglia disorientata.
Sarà Liz, una delle figlie, a recarsi a Londra alla ricerca del padre: un vero e proprio passaggio di testimone tra il professore e la giovane musicista, che incontrerà sul suo percorso antichi prodigi che la condurranno a svelare i misteri degli Wilson. Nella simbologia della specularità, passato e presen­te si intrecciano dove nulla è certo e tutto è possibile: “Fulgore della notte” è un cammino esistenziale, fisico, letterario, con incursioni nel poetico. Un romanzo composito nel quale si innesta un generoso tributo al Romanticismo inglese, che invita a lasciar andare gli ormeggi della ragione per abbandonarsi al dominio del possibile.

«Un libro di magia, e la magia è la scrittura avvolgente. Se entri, preparati a fare i conti con il
mistero e la prepotenza dei miracoli. Se hai anche la fortuna di uscirne,
torni a casa con un sorriso.»
Gian Luca Favetto

Fulgore della notte è un libro molto particolare, diverso da tutti quelli che ho letto fin'ora. Per me non è sempre stato facile seguirne il filo, purtroppo ogni tanto mi sono persa, sono dovuta tornare indietro nella lettura per capire bene il significato di ciò che ho letto. Questo è successo perché in questo libro il reale si mescola con l'irreale, la realtà con la fantasia, il sogno con la veglia. La prosa di Viel ti cattura tra le sue spire, ti travolge come un una tempesta per lasciarti stremato senza avere di preciso l'idea di cosa sia successo. 
Protagonisti sono la famiglia Wilson e una tigre da cinquecento libbre. Gordon Wilson è un professore ben voluto e piacente.

"C'era chi descriveva Gordon Wilson come un uomo attraente ed era convinto che, per farsi strada nella vita, non gli sarebbe servito altro. L'altezza, il portamento, la naturale simmetria del viso e quella luce nello sguardo spingeva chiunque lo avvicinasse a fare un uso brillante delle proprie facoltà mentali. [...] Il professor Gordon Wilson era amabile, sentimentale, emotivo, eppure incapace di soffrire per la vita fuori controllo delle figlie. Una vita disordinata, come la sua, del resto, o quella di Una."  

Gordon con Una ha due figlie, Liz e Sidheag che non possono essere più diverse. Quando Gordon sparisce nel nulla dopo essere rimasto coinvolto in un incendio nella casa dell'amica di Liz di nome Una, Liz lo va a cercare a Londra mentre Sidheag va in viaggio in Italia da alcuni parenti. Liz si fa carico della ricerca del padre sparito in circostanze misteriose. Non si sa se ad appiccare il fuoco sia stato Gordon ma la polizia non ne è molto interessata. Ciò che si sa è che tra le fiamme dell'incendio è comparsa una tigre da cinquecento libbre, cosa ci faceva lì una tigre? Dove è andata?
La tigre è un elemento ricorrente nella narrazione, anche Una ha avuto a che fare con una tigre in passato e Liz la incontra nel suo viaggio a Londra in cerca del padre, per questo possiamo considerarla tra i personaggi rilevanti del libro. Come mai ogni tanto appare questa tigre? Che significato ha? Queste sono le domande che mi sono fatta durante la lettura, una risposta me la sono data ma non posso rivelarla altrimenti vi rovinerei il piacere della lettura.
I personaggi e le relazioni tra di essi sono ben rappresentati. Gordon e Una si sono conosciuti all'università e da allora non si sono più lasciati, Gordon la ama pazzamente.

"Le virtù di ogni altra ragazza potevano solo saziarlo, senza consolarlo. Invece, in ogni momento della giornata, gli mancava la voce di Una. La variazioni della voce di Una. I sussurri della voce di Una quando si sentiva minacciata o stupita o quando gli raccontava dei suoi imbarazzi scolastici nelle arti decorative"

E' per questo che quando Gordon incontra Una, l'amica di Liz, lui la segue, per lui non ci può essere un'altra donna che si chiami Una, lei è unica.
Anche il rapporto tra Liz e Sid è ben descritto.

"...le due ragazze non sembravano né consanguinee né amiche, ma piuttosto coinquiline gravate, ognuna con la propria idea di santità, dalle stigmate della convivenza. Persino da bambine non venivano riconosciute come gemelle. Liz delicata, romantica, sovrabbondante di affetti, tanto propensa al compromesso all'altruismo quanto sua sorella restia alle bassezze dell'uno e alle altezze dell'altro, la lingua una sciabola, oltraggiosa e insolente, colorata nel vestire fino alla stravaganza. Condividevano la voce, quasi indistinguibile, e una creatività un po' cupa. Più intuitiva Liz, più colta in Sidheag. Entrambe schive con un loro stile personale, sorelle soltanto quando cercavano l'una nell'altra ciò che non riuscivano a trovare in se stesse."

Come si può facilmente intuire da questi estratti lo stile di Viel è inconfondibile, ricercato, talvolta poetico, tanto vicino al Romanticismo inglese, anche solo per questo vale la pena leggerlo.
Nonostante, come ho già accennato, abbia talvolta faticato nella lettura, Fulgore della notte è un libro che mi ha appassionata, ipnotizzata. E' un libro di cui incoraggio la lettura per uscire un po' dagli schemi, per spaziare con la mente e la fantasia, ogni tanto dovremmo concedercelo tutti.

🌟🌟🌟🌟 /5🌟

L'AUTORE
Omar Viel ha studiato Conservazione dei Beni Culturali e si occupa di comunicazione in diversi ambiti, tra i quali quello artistico. È
stato finalista del Premio Italo Calvino nel 1992 e ha pubblicato
racconti su Nazione Indiana, Nuova Prosa e nell’antologia Venise, collection Bouquins, pubblicata dall’editore francese Robert Laffont.

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