mercoledì 8 maggio 2019

RUBRICA: Un viaggio nella psicologia con la letteratura

Buongiorno lettori, ecco a voi l'appuntamento mensile con la mia rubrica di psicologia in collaborazione con thrillernord. Questa volta vi parlo di ospedali psichiatrici giudiziari, della loro chiusura in Italia a causa delle condizioni in cui vivevano i reclusi e lo faccio prendendo come riferimento il libro la La paziente silenziosa, essendo ambientato in un ospedale psichiatrico giudiziario. La recensione del libro la trovate qui sul blog.

La paziente silenziosa

Autore: Alex Michaelides
Traduttore: Seba Pezzani
Editore: Einaudi
Pagine: 340
Genere: Thriller psicologico
Anno di pubblicazione: 2019


In questo appuntamento con la rubrica voglio parlarvi un po’ degli ospedali psichiatrici giudiziari e ho deciso di farlo consigliandovi il primo romanzo di Michaelides che è senza dubbio un grandissimo successo, riuscitissimo in ogni sua parte, dalla trama fenomenale, ai personaggi ben costruiti, a un’ambientazione suggestiva e ad un finale da urlo.Ho scelto questo libro perché, come già detto è un libro riuscitissimo ma anche perché la protagonista Alicia Berenson è internata in un ospedale psichiatrico giudiziario. Alicia viene internata dopo aver sparato cinque colpi di pistola in faccia al marito uccidendolo. Alicia si chiude in se stessa e non parla più. Theo Faber, psicologo criminale, viene a conoscenza come tutti dai tabloid dell’omicidio e si interessa in modo direi quasi morboso ad Alicia. Le doti artistiche di Alicia sono senza dubbio grandiose e l’ultimo quadro che dipinge in attesa della condanna è criptico e di grande interesse soprattutto per Faber che ci vede la chiave per risolvere il mistero che avvolge Alicia e il suo mutismo.
“Il quadro era un autoritratto. Mise il titolo nell’angolo in basso a sinistra della tela, a lettere greche celesti. Una sola parola: ALCESTI. Alcesti è l’eronia di un mito greco. Una storia d’amore tra le più tristi. Alcesti sacrifica spontaneamente la vita per il marito Admeto, morendo al suo posto quando nessun altro è disposto a farlo.”
Inizialmente per Faber è difficile capire cosa c’entrasse questo mito greco con l’omicidio compiuto da Alicia ma successivamente tutto gli sarà chiaro… Le vicende narrate si suddividono in tre filoni, uno all’interno del manicomio criminale in cui Faber lavora per “salvare” Alicia, uno riguarda la vita privata di Faber, soprattutto quella sentimentale e l’ultimo fa riferimento alle pagine di diario scritte da Alicia prima dell’omicidio.
Dal punto di vista psicologico La paziente silenziosa è davvero molto interessante perché ci dà numerose informazioni, ad esempio ci fa conoscere come avviene una seduta di psicoterapia, ci fa conoscere il legame che si può instaurare tra paziente e psicoterapeuta spiegando termini come transfert e controtransfert. Spesso Alicia viene descritta come una paziente borderline, termine abusato che viene utilizzato spesso impropriamente e di cui vi parlerò prossimamente.
Di maggiore interesse questa volta è l’ambientazione, ossia l’ospedale psichiatrico giudiziario o O.P.G. che ricordo, in Italia è stato chiuso nel 2015. Ecco una definizione chiara di O.P.G.: “L’O.P.G è la struttura detentivo-medica che sino alla riforma penitenziaria del 1975 era chiamato manicomio criminale.
Ha la funzione di custodia (per la difesa sociale) e contemporaneamente di cura e trattamento (per il reinserimento). È parte integrante del sistema penitenziario e si basa sulla norma giuridica secondo cui l’imputabilità di un soggetto, autore di reato, è subordinata alla sua capacità di intendere e volere.”
A sollecitare la necessità di una legge per chiudere gli O.P.G. erano stati una serie di scandali che a partire dal 2010 avevano reso note le gravi condizioni cui erano soggetti, con pochissime eccezioni, i detenuti degli istituti italiani.
Per 250 detenuti era previsto, dopo la chiusura degli istituti, l’inserimento all’interno di percorsi terapeutici personalizzati. I restanti 450, invece, sono finiti nelle cosiddette Rems, ovvero Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria, strutture più piccole, ad alta sicurezza e progettate per garantire ai detenuti che soffrono di malattie mentali l’attivazione di percorsi terapeutico-riabilitativi efficienti, evitando di ripetere gli errori-orrori degli O.P.G.. Il manicomio criminale nasce dalla fusione delle due istituzioni totali che la società moderna utilizza contro la devianza: il carcere e il manicomio.
Ed è la risposta al bisogno di creare una struttura per i detenuti impazziti in carcere, detti “rei-folli”, e per le persone con disturbi psichici che avevano commesso un reato, detti “folli-rei”. L’istituto del manicomio criminale di Stato, antenato dell’OPG, nasce in Inghilterra alla fine del Settecento con il nome di Criminal’s Asylums e soltanto successivamente si afferma anche nel resto d’Europa.
A Londra nel 1857 viene fondato il celebre istituto di Broadmoor (citato più volte anche ne La paziente silenziosa), considerato un esempio per efficienza e funzionalità, concepito come speciale reparto ospedaliero. Un secolo dopo il Regno Unito è la volta degli Usa che aprono il primo manicomio criminale ad Auburn, nello Stato di New York, nel 1855. In Italia il primo manicomio criminale viene aperto ad Aversa, con il nome di “sezione per maniaci” della “casa penale per invalidi”. Successivamente aumenta il numero dei manicomi giudiziari.
Si aggiungono: Montelupo Fiorentino (1886), Barcellona Pozzo di Gotto (1925), Castiglione delle Stiviere (1939) e Pozzuoli (1955). Il ricovero in manicomio si basa sull’esigenza di “disinfettare” la società. Su questa base di “difesa sociale” nasce il codice Rocco (1930).
Il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, presieduta dal senatore Ignazio Marino, ha riportato l’attenzione sul dibattito volto al superamento dell’O.P.G. Dopo alcuni sopralluoghi effettuati a sorpresa nel 2010, la Commissione ha definito la detenzione negli O.P.G. un “ergastolo bianco”, a causa delle condizioni inaccettabili in cui versano i detenuti e le strutture. Uno stato aggravato da sovraffollamento, carenze di personale sanitario e di Polizia penitenziaria, incuria e sporcizia.
La definizione ergastolo bianco si riferisce anche al fatto che potenzialmente la pena potrebbe non finire mai, a causa del meccanismo di funzionamento degli O.P.G.. Secondo il rapporto di Antigone al 15 marzo 2018 nelle 30 Rems italiane sono ricoverate 599 persone, di cui 54 donne (il 9%, percentualmente quasi il doppio delle donne detenute in carcere).
Il numero di presenze corrisponde ai posti disponibili e questo dimostra l’ammirevole “resistenza” da parte dei servizi sanitari nel non eccedere il numero massimo di posti previsto, evitando il sovraffollamento.
Tornando al libro ne consiglio la lettura perché è davvero interessante dal punto di vista psicologico ed è molto coinvolgente. I personaggi di Alicia e Faber sono ben costruiti anche se personalmente non mi sono stati molto simpatici. Il finale mi ha davvero spiazzata tanto che sono dovuta tornare indietro per vedere se avevo capito bene. Spero che l’autore non si fermi al primo romanzo perché ha un talento davvero eccezionale!

9 commenti:

  1. Un libro dalla tematica davvero tosta. Mi piace molto indagare la psiche umana e ho iniziato a leggere qualcosa da qualche annetto, finita l'università. La psicologia criminale è tra l'altro quella che mi intriga di più. Penso proprio che lo inserirò nella wishlist per il mio compleanno. (se ti interessa il genere io ho letto e consiglio "Serial killer. Storie di ossessione omicida""

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per il consiglio. Io mi sono laureata in psicologia quindi pensa quanto mi possono intrigare questi libri!

      Elimina
  2. Amo questo genere di libri! Davvero interessante. Grazie della dritta!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prego, se ti piacciono i thriller psicologici fa al caso tuo ;)

      Elimina
  3. Deve essere un libro davvero interessante e che ha tanto da insegnare! Non ne so molto di questo argomento, potrei leggerlo apposta per informarmi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ti piace la psicologia e il genere thriller, devi leggerlo ;)

      Elimina
  4. Sono a 60 pagine dalla fine del libro che sto leggendo e poi sarà il suo turno ��

    RispondiElimina
  5. Iniziato ieri sera... Wowww per ora... Lo stile mi piace moltissimo 😏

    RispondiElimina

Segnalazione: Dimmi solo ti amo

Oggi vi segnalo l'uscita di Dimmi solo ti amo di Alex Refrain in uscita domani 21 agosto. Autore: Axel Refrain Pagine: 200 D...