martedì 20 agosto 2019

Segnalazione: Dimmi solo ti amo

Oggi vi segnalo l'uscita di Dimmi solo ti amo di Alex Refrain in uscita domani 21 agosto.


Autore: Axel Refrain
Pagine: 200
Data di pubblicazione: 21 agosto 2019
Genere: Romance
Prezzo: € 0,99

SINOSSI

James Williams ha praticamente tutto: un buon lavoro come giornalista
nella prestigiosa Uk Press di Londra, un bell’appartamento che si affaccia
su Hyde Park, pochi amici ma buoni e una vita tranquilla che scorre tra
lavoro, supermarket e serie Tv.
Quello che non ha è l’amore. Uscito da una lunga relazione è ormai single
da quattro anni e non crede più in questo folle e irrazionale sentimento.
Un giorno, mentre si trova sulla metro per rientrare a casa dal lavoro,
incontra, o meglio, si scontra con una ragazza.
Basta uno sguardo, il profumo del suo balsamo e la sua voce per far
scattare in lui una scintilla quasi sconosciuta.
Nella sua testa e, soprattutto, nel suo cuore cambia tutto.
Potrà, forse, questa ragazza misteriosa assumere le sembianze di un vero
e proprio uragano in grado di sconvolgere la sua esistenza?
Ma, soprattutto, cosa succederà quando l’uragano sarà passato?
James sarà in grado di scordare e dimenticare quei sentimenti in nome
della ragione o il cuore, per la prima volta nella sua vita, lo porterà a
rivoluzionare completamente le sue certezze?

Intervista: Laura Di Flaviano

Buon pomeriggio miei cari lettori, oggi con grande piacere pubblico l'intervista a Laura Di Flaviano, autrice di Non mi inganni.

Ciao Laura, grazie per aver accettato l’intervista per il mio blog. Che ne dici di parlarci un po’ di te?
Ciao Ilaria, grazie a te per avermi offerto l’opportunità di farmi conoscere meglio.
Mi piace definirmi una donna che si ama e ama tutto quello che fa e che la circonda, al di là del ruoli che rivesto nella vita come madre, moglie, figlia e lavoratrice. Sono figlia di genitori sordi dalla nascita, caratteristica che mi ha resa precocemente matura, responsabile ed introversa.
Ho desiderato tantissimo diventare madre e sono attenta, cerco di dare il massimo, parlo moltissimo con mio figlio e più il tempo passa più mi rendo conto che, mentre io lo aiuto a crescere, lui insegna a me a vivere la vita.
Faccio un lavoro che amo moltissimo, a contatto con il pubblico e questo mi dà la costante opportunità di confrontarmi con il prossimo. Dico spesso che sono una psicologa per i miei clienti, ma non posso negare che anche loro mi offrono un supporto e un sostegno tutt’altro che indifferenti!

Come è nata la tua passione per la scrittura? C’è qualche autore che ti ha ispirata maggiormente?
La mia passione per la scrittura nasce durante l’adolescenza. È cominciata con le classiche annotazioni e confidenze sul diario segreto. Inventavo o riportavo fatti realmente accaduti in modo romanzato e ne venivano fuori sempre delle storielle molto divertenti. Probabilmente il mio imprinting nasce dalla lettura di libri Harmony, gli unici che mia madre legge e seminava per casa, perciò in realtà non ho un autore che mi ha ispirata in quel senso. Mi ci sono voluti anni per abbandonare il rosa e sperimentare prima il fantasy, poi l’avventuroso e infine thriller, horror e storici. Per assurdo, oggi il genere romance è quello che leggo meno!

Come è nata la trama di Non mi inganni
La trama di Non mi inganni nasce dall’esigenza di creare una storia a Laura. Il progetto è molto ampio e ambizioso e riguarda diverse storie che nascono all’interno di un gruppo di amici abbastanza nutrito. I vari personaggi si ritrovano spesso anche nei successivi libri nei quali non sono più protagonisti.
Avevo in mente tante storie e volevo che in tutte ci fosse un “attore non protagonista”, un riferimento, qualcuno che dà sempre un buon consiglio. Solo successivamente ho sentito l’esigenza di creare un passato, degli amici, una famiglia, una vera e propria storia a questo individuo. La trama di Non mi inganni nasce così e inizialmente Drake doveva essere soltanto un elemento scatenante, i riflettori dovevano puntare sulla trasformazione di Laura. Man mano che scrivevo però il suo passato prendeva forma e mi affezionavo fino a quando mi sono resa conto che anche lui aveva molto spessore ed è diventato importante tanto quanto lei.

Laura è una psicoterapeuta, come mai hai deciso questo ruolo per la tua protagonista femminile?
Avevo bisogno che questa “attrice non protagonista” potesse reinserirsi in ogni libro, come il prezzemolo e dovevo darle un ruolo credibile, doveva essere un personaggio abbastanza maturo ed esperto da poter essere cercato dagli altri come un punto di riferimento e la psicoterapia mi è sembrata perfetta.

Drake e Laura hanno vissuto vite diverse ma entrambe sono state segnate da due lutti difficili da elaborare. Credi che esperienze comuni possano avvicinare due persone, che ognuna può essere il balsamo lenitivo per le ferite dell’altro? 
Non saprei. Credo che alla base di tutto ci debba essere molta sensibilità, empatia e ascolto. Vivere esperienze simili non vuol dire elaborarle nello stesso modo e riuscire a capire in automatico il travaglio di chi ci sta accanto. Le situazioni da analizzare sono troppe a partire dalla storia personale che lega i soggetti in questione prima della tragedia. Temo invece che esperienze troppo simili possano creare aspettative dolorosamente disattese. Tu pensi che l’altro provi le stesse emozioni e poi invece scopri che siete lontani anni luce. Dare per scontato che un altro capisca al volo il tuo stato d’animo soltanto perché ha vissuto qualcosa di simile può fare danni enormi. Stare accanto ad una persona che soffre è complicato e spesso frustrante. Ritengo che il silenzio sia la soluzione più confortante. Con certi dolori le parole sono inutili. Sono certa che la nostra presenza possa essere balsamo per un altro, non sono altrettanto certa che aver vissuto esperienze comuni possa aiutare a dare il giusto conforto.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Hai già in cantiere una nuova storia per i tuoi lettori?
Vorrei scrivere e pubblicare finché ho ispirazione e siccome per me è molto terapeutico e mi aiuta ad evadere in un mondo parallelo, senza problemi, vorrei che l’ispirazione non finisse mai! Continuerò a scrivere perché mi rende felice poter creare e raccontare storie nuove e sì, il prossimo libro dovrebbe uscire in autunno!

Quali libri hai letto ultimamente che ci senti di consigliare?
I libri che mi hanno più colpita negli ultimi 6 mesi sono Fiori sopra l’inferno di Ilaria Tuti, A volte ritorno di John Niven e L’amore è un difetto meraviglioso di Graeme Simsion. Tre generi diversi e fuori dal comune. Fiori sopra l’inferno è un thriller pieno di umanità, mi ha tenuta sulle spine e mi ha commossa allo stesso tempo. A volte ritorno non è un libro che mi sento di consigliare a tutti. Appare dissacrante e volgare ma dà moltissimo da pensare e io ancora ci penso! L’amore è un difetto meraviglioso è un libro divertentissimo che parla di un individuo con elevate difficoltà di relazione sociale. Potremmo definirlo un libro d’amore ma decisamente fuori dalle righe.


Link alla recensione: Recensione

NON MI INGANNI













Autore: Laura Di Flaviano
Editore: Youcanprint (self-publishing)
Pagine: 211
Data di pubblicazione: 21 febbraio 2019
Genere: Romanzo

SINOSSI
Drake è un giovane avvocato che preferisce fare il fotografo e Laura è la sua inaspettata psicoterapeuta. Nonostante un inizio poco promettente e ancor meno collaborativo, ricco di provocazioni, dialoghi vivaci e battute pungenti, Laura impara a guardare oltre le maschere di Drake e tra i due nasce un rapporto inaspettato e complesso. Laura convive con un ricordo doloroso che influenza ogni sua scelta personale mentre Drake deve fare i conti con le conseguenze di un passato che non può ignorare. La paura di rivivere determinate situazioni e di incappare negli stessi errori li spaventa, fino a quando non capiranno che per ritrovare la serenità serve il coraggio di mettersi in gioco.

lunedì 19 agosto 2019

Segnalazione: Voglio amarti

Oggi vi segnalo l'uscita di Voglio amarti di Simona Busto edito Reading With Joy.


Autore: Simona Busto
Editore: Reading With Joy
Pagine: 119
Data di pubblicazione: 14 luglio 2019
Genere: Romance
Link d'acquisto: Amazon
Ebook: Amazon


SINOSSI

“Se fossi più giovane mi vedrebbe in maniera diversa. Se fossi più giovane potrei lasciare
che il nostro rapporto progredisca con calma. Se fossi più giovane lo conquisterei”.
“Se fossi meno giovane mi prenderebbe sul serio. Se fossi meno giovane non sarei amico
di suo fratello. Se fossi meno giovane la conquisterei”.
Ambra e Daniele non possono amarsi.
Non importa se quando sono vicini l’aria si carica di elettricità. Non importa se l’intesa e la
passione tra loro colmano qualsiasi distanza li separi.
Tra loro ci sono cinque anni di differenza. Troppi per una donna che vuole un figlio. Troppi
per un uomo che non ha ancora nulla da offrirle.
E quel legame intenso e passionale finisce per tramutarsi in sofferenza.
Eppure quando sono insieme nulla sembra contare. Né la differenza d’età, né il forte
rapporto d’amicizia che lega Daniele al protettivo fratello di Ambra. Vincerà l’amore?

L'AUTRICE
Scrivere per me è un’esigenza dell’anima, e sono sempre felice di cedere al canto della mia sirena letteraria. Lei mi sussurra all’orecchio e le mie dita ubbidiscono senza esitazione, correndo veloci sulla tastiera. Adoro raccontare le mie storie e amo sentire l’opinione dei lettori. Blogger e semplici appassionati di libri mi hanno spesso onorato dedicandomi qualche parola su Amazon o sui social. Scoprire una nuova recensione o anche un semplice commento mi regala attimi di pura gioia. Una decina d’anni fa sono stata segnalata a due concorsi letterari: premio Artenuova e premio Bompiani-scrivi.com. Inoltre ormai da tempo pubblico storie di vita vera sulla rivista "Confidenze tra amiche"; (Mondadori). Di recente ho iniziato a lavorare come traduttrice freelance e collaboro al momento con due case editrici. Perché tradurre è la mia seconda passione, mentre la terza sono gli animali. Ho all’attivo quattro romanzi e altrettanti racconti brevi, autopubblicati, alcuni di genere romantico e altri fantasy. Tutti mi hanno regalato grandissime soddisfazioni in termini di riscontri e classifica, e mi hanno reso felice di aver intrapreso la difficile strada della narratrice. I miei personaggi sono persone forti, spesso complesse e controverse, impegnate in una costante sfida contro se stesse, gli altri e la vita. L’amore è una battaglia da vincere a ogni costo, anche quando l’avversario si nasconde sotto la maschera della ragione.

martedì 13 agosto 2019

RUBRICA: Un viaggio nella psicologia con la letteratura

Buongiorno cari lettori, oggi pubblico l'appuntamento con la rubrica di psicologia "Un viaggio nella psicologia con la letteratura" sempre in collaborazione con thrillernord. Questa volta affronto il tema della Dipendenza affettiva e lo faccio prendendo in esame Un anno felice di Chiara Francini.


Autore: Chiara Francini
Editore: Rizzoli
Pagine: 345
Anno di pubblicazione: 2019
Genere: romanzo

SINOSSI

L’amore capita, come le grazie. Si impara quando ti piomba addosso. È inevitabile. È lui stesso che ci insegna lacerandoci e premiandoci di continuo. È un istinto. Solo che non capiamo quando inizia il premio e quando la tortura. Ed è lì che bisogna imparare, imparare a salvarsi. E a riderci su.
Tanto che a volte non ne distinguono bene il volto. Melania, lunghi capelli mossi color castagna e due sopracciglia pennellate alla Rossella O’Hara, abita in centro a Firenze con la sua amica Franca. Potrebbero sembrare due studentesse fuori sede. In realtà sono solo due ragazze fuori corso a cui finora il tanto studio ha portato arguzia e cultura, ma non un principe azzurro. Per Melania, però, tutto cambia in un giorno di maggio, in cui si ritrova a pagare un caffè ad Axel, un giovane straniero atterrato lì da chissà quale altro mondo. Ha un volto da etrusco, ma è svedese. Corre, ma non è in fuga. Stenta a rispondere, ma non perché gli manchino le parole. La bellezza sfacciata di Firenze e il cuore colorato di Melania danno esca al fuoco dell’amore, un calore che a lei scoppia dentro e che lui desidera da sempre. Poi, si sa, la passione si impone sulla vita: perciò, quando Axel deve ritornare in Svezia, Melania decide di seguirlo, lasciando tutto, lavoro, amici, rassicuranti consuetudini e quotidiane certezze. Ma come distinguere il volto del vero Amore, quell’amore che è una tela da tessere insieme? E come non lasciarsi confondere da fantasmi evanescenti e dalla proiezione dei propri sogni? Dopo il successo dei suoi primi due romanzi che scandagliavano i temi delle nuove famiglie e della relazione madre-figlia, Chiara Francini si cimenta in una prova narrativa più ambiziosa percorrendo l’evoluzione di un amore che prende una piega sbagliata, una trappola spietata in cui tante donne cadono accecate da sentimenti sinceri e dai veli dell’autoillusione. Ne scaturisce un racconto magnetico, con un formidabile crescendo drammatico, personaggi convincenti e una prosa originale che definiscono Chiara Francini come una scrittrice vera e matura.

Partendo dal bellissimo libro di Chiara Francini ho deciso questa volta di parlare di “Dipendenza affettiva” ossia quando un uomo o una donna vive la relazione di coppia come condizione necessaria ed indispensabile alla propria “sopravvivenza emotiva”. Melania, la protagonista di Un anno felice, è l’esempio lampante di chi in una relazione affettiva mette al primo posto il partner senza riuscire neanche a percepire i propri bisogni, le proprie convinzioni, i propri interessi fino ad arrivare ad annullare se stessa per l’altro.

“La dipendenza affettiva è una condizione relazionale/ sentimentale negativa e disfunzionale ed e’ caratterizzata da una mancanza di equilibrio affettivo e di scambio reciproco concreto nella coppia.”

La dipendenza affettiva non rientra tra i disturbi mentali diagnosticati nel DSM-5, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, essa infatti viene classificata tra le “New Addiction”, ossia le nuove dipendenze di tipo comportamentale, tra cui troviamo la dipendenza da sesso, la dipendenza da Internet, la dipendenza da lavoro, il gioco d’azzardo patologico, la dipendenza da sport, lo shopping compulsivo. Per esempio, le normali manifestazioni negative che l’amante prova nella lontananza del partner iniziano a diventare non normali quando l’eccesso di dipendenza danneggia in modo significativo le attività del soggetto rimasto solo. Sono da considerare non normali o addirittura patologici i casi in cui, in caso di allontanamento dal partner, si verificano i due seguenti criteri:
a) il soggetto rinuncia a una parte della sua autonomia decisionale, di critica e di giudizio, perché ha delegato queste capacità alla persona da cui è dipendente;
b) il soggetto dipendente rischia continuamente di veder svanire il suo stato di benessere quando non ha la possibilità di mantenere un rapporto continuativo con la persona da cui è dipendente.
Un certo grado di dipendenza dal partner fa parte di ogni storia d’amore, soprattutto nella fase iniziale, quella dell’innamoramento, caratterizzata da un forte senso di intimità e passione, in cui il senso di fusione è particolarmente forte. Alcuni autori descrivono la presenza, in individui in fase di amore romantico, di sintomi caratteristici dei disturbi di dipendenza, tra cui desiderio, euforia, tolleranza, dipendenze emotiva e fisica, ritiro e ricaduta.
Quando le caratteristiche più dipendenti diventano necessità assolute, il rischio è di cadere nel versante più disfunzionale del legame amoroso, quello della dipendenza affettiva patologica. La possibilità di andare oltre la fase dell’innamoramento e di amare l’altro dipende quindi dalla capacità dei membri della coppia di percepirsi e rispettarsi come individui separati mantenendo intatta la propria individualità. Quando invece il vincolo di coppia non permette ai suoi membri di percepire i propri bisogni e desideri fino ad arrivare a reprimere la propria individualità possiamo parlare di love addiction o dipendenza affettiva. E’ ciò che è accaduto a Melania, lei ha lasciato tutti i suoi affetti, il suo lavoro, la sua casa, le sue abitudini per inseguire Axel, il suo amore in Svezia. Ha continuato a vivere con lui nonostante la vita lì fosse molto diversa da quella che viveva a Firenze. Questa frase, secondo me, rappresenta bene il concetto:

“Melania trova il clima, l’ambiente e la posizione della magione l’esatto opposto di ciò che è abituata ad amare, ma si sente amata. Ed è riconoscente per natura”.

Chi è il dipendente affettivo?

Il bisogno di protezione e la scarsa autostima sono le caratteristiche di chi soffre di love addiction, alimentato da credenze secondo cui la propria felicità dipende completamente dalla vicinanza di una persona supportiva. Secondo D. Miller ( 1994) la Dipendenza Affettiva colpisce nella stragrande maggioranza dei casi, superiore al 90%, donne di diverse fasce di età. Queste donne vivono le relazioni amorose alla ricerca di uno stato di fusione con il partner per il quale sono disposte a sacrificare tutti i loro interessi personali, desideri, aspettative, crescita personale e professionale, fino ad arrivare ad annullare se stesse a vantaggio dell’altro. Le aspirazioni personali vengono soppresse a favore di quelle del partner il cui “amore”, affetto e sicurezza affettiva vengono considerati di vitale importanza. Queste donne sono convinte “che i loro bisogni non contano” o che “ non sono degne di essere amate”. La dipendenza affettiva ha le sue radici nell’infanzia, nel rapporto con chi si è preso cura di noi. Coloro che diventano affettivamente dipendenti probabilmente da piccoli hanno compreso di non essere degni d’amore o che i loro bisogni non siano importanti. La persona quindi non sarebbe riuscita durante l’infanzia, a sviluppare una struttura psichica adeguata, a causa di esperienze affettive negative con i caregivers. In questo senso tenderebbe a sopravvalutare in modo irrealistico l’altro, perdendo contatto con la realtà. Spesso i genitori di questi adulti dipendenti sono stati iperprotettivi e limitanti. Tendevano a frustrare il bisogno di gioco e spontaneità, compivano le scelte al posto dei figli. O, contrariamente, possono essere stati troppo permissivi tanto da portare il bambino a costruirsi regole proprie rigide e in contrasto con il resto del mondo.

Dipendenza affettiva, dinamica a due
La dipendenza affettiva al contrario di quanto si potrebbe pensare non è un fenomeno che riguarda una sola persona, ma è una dinamica che si vive in due. Infatti, alle volte il partner del “dipendente affettivo” è una persona problematica, che nasconde la propria dipendenza affettiva con un’altra forma di dipendenza (ad es. cibo, alcol, fumo, internet). In questo caso, i problemi che vive il partner diventano la scusa per dedicarsi totalmente all’altro che appare bisognoso dimenticando la propria individualità e i propri bisogni. In altri casi la persona amata è rifiutante, sfuggente o irraggiungibile. In entrambi i casi avviene una lotta: la dipendenza aumenta con il desiderio di essere amati proprio da colui che non ci ricambia in modo soddisfacente, ed essa cresce in proporzione al rifiuto, anzi se non ci fosse quest’ultimo la dipendenza non durerebbe. Anche questa dinamica è ben presente nel libro della Francini, Axel ha avuto un’infanzia difficile, per questo è scostante, spesso burbero e le sue manifestazioni d’affetto sono centellinate. Melania pur di restargli accanto si fa bastare le sue piccole e scarse manifestazioni d’affetto giustificate, a parer suo, da questo passato difficile.

Come intervenire sulla dipendenza affettiva?La dipendenza affettiva può essere affrontata con l’aiuto di psicologi e psicoterapeuti. La valutazione iniziale è fondamentale per capire i motivi che stanno alla base del proprio disagio ed individuare il problema all’interno della storia di vita del soggetto, identificandone il significato e quantificandone la portata. Ciò permette di individuare anche quali terapie sono più adatte ed in quali combinazioni. Nella maggior parte dei casi, l’approccio alla dipendenza affettiva comporta l’interruzione del rapporto disfunzionale e l’inizio della gestione dell’astinenza, permettendo così l’instaurarsi di normali relazioni sentimentali. A seconda della gravità del quadro clinico, la dipendenza affettiva può essere affrontata in modo efficace con la combinazione di vari approcci terapeutici (psicoterapia, farmaci ecc.).

L'AUTRICE
Chiara Francini è un’attrice e scrittrice toscana. Non parlare con la bocca piena, pubblicato da BUR Biblioteca Univ. Rizzoli nel 2017, è il suo primo romanzo. Nel 2018, sempre per Rizzoli, pubblica Mia madre non lo deve sapere e l’anno successivo scrive Un anno felice.

LIBRI CONSIGLIATI
  • Donne che amano troppo. (2013). Robin Norwood. Feltrinelli
  • Dipendenza e controdipendenza affettiva: dalle passioni scriteriate all’indifferenza vuota. (2015). Massimo Borgioni. Alpes Italia
  • La dipendenza affettiva. Come uscire dalla maledizione di una relazione distruttiva… o almeno migliorarla. (2015). Franco Nanetti. Pendragon.

mercoledì 7 agosto 2019

Segnalazione: Le acque del sonno eterno

Seconda segnalazione: Le acque del sonno eterno, romanzo liberamente ispirato alla tragedia del Vajont di Maria Cristina Pizzuto.

Un romanzo di amore e di speranza, di forza e di destino.
Un inno alla vita ma anche un avviso a non spingersi troppo oltre.
Una storia dell’uomo, sull’uomo e per l’uomo.



Autrice: Maria Cristina Pizzuto
Pagine: 101
Editore: Policromia (PubMe)
Genere: Narrativa
Data di pubblicazione: 17 luglio 2019
Prezzo digitale: € 2,99
Prezzo cartaceo: € 14,00
ISBN: 978-8833663067

SINOSSI

Sara, rimasta orfana a causa di un incidente, è costretta ad andare a vivere al castello del suo austero zio Alberto, in una cittadina chiamata Pomlete. Al suo arrivo è accolta con estrema freddezza ma, con il passare dei giorni, fa amicizia con Marta, la cuoca, e con Erika, la moglie defuntadello zio. Saranno proprio lo spirito di Erika e la pazienza di Sara a sciogliere il cuore arido e indurito di Alberto, trasformandolo in una persona cordiale e amabile. Nonostante i ripetuti moniti di Erika di stare Quarta di copertina lontana dall’acqua, Sara deciderà di trasferirsi in un paesino nei pressi di una diga, dove troverà la sua indipendenza e l’amore al fianco di Francesco, fino al fatidico giorno in cui la diga riverserà le sue acque sul centro abitato, trasformando le loro vite per sempre...
Questo racconto vuole ricordare il disastro provocato dalla rottura della diga del Vajont, che in una sola notte ha causato mille e novecento morti. Tragedia che poteva essere evitata e che ha causato danni all’ambiente e alle persone, devastando un intero paese. Sebbene la narrazione sia puramente fantastica, vuole mettere in risalto come vite diverse vengano spezzate in poco tempo, per motivi futili e prese di posizione politico-economiche. Questa storia è stata scritta per non dimenticare, per sottolineare che la superficialità umana spesso portaalla distruzione di vite, gremite di desideri ed emozioni. L’Uomo diventa, qui, il dio di se stesso. Un suo errore può varcare il limite della vita e della morte, ed egli si fa autore di misfatti che potrebbero benissimo essere evitati. È un urlo a chiunque possa decidere delle sorti dell’umanità a essere più responsabile in ciò che si fa e si esercita, a prescindere dai giri economici e di potere. “Le acque del sonno eterno” vuole implorare tutti gli uomini a imparare dai nostri stessi errori. Sbagli che hanno portato a catastrofiche conseguenze spezzando l’esistenza di molte vite umane.

Quando, dopo parecchio tempo, le acque si calmarono e i suoi occhi cercarono all’orizzonte il corpo di Sara, non vide niente. Sembrava essere stata inghiottita dalla furia dell’acqua.

Segnalazione: Call Shadow

Prima segnalazione di giornata: Call Shadow, il romance suspense di Cristina Rotoloni in uscita il 4 settembre.




Autore: Cristina Rotoloni
Editore: Self-publishing
Pagine: 380
Data di pubblicazione: 4 Settembre 2019
Genere: Romance Suspense
Link preorderAmazon

SINOSSI

Call Shadow, l'ombra che ti minaccia nella notte, non ha paura di morire. Non lascia spazio ai sentimenti. Il suo lavoro è la sua vita e uccidere gli riesce bene. L'incontro con Annie farà vacillare le sue certezze e la sua esistenza non sarà più la stessa. Dovrà decidere se cedere al cuore o restare di ghiaccio. Le ombre non si possono ingabbiare, ma Call dovrà fare i conti con la passione e due occhi color cenere che guardano in faccia e senza paura la morte. 
Può una donna arginare la tempesta? 
"Sta all'acqua decidere se lasciare il segno o adattarsi."





#30 La vita vera

Buongiorno, grazie alla collaborazione con thrillernord ho potuto leggere La vita vera, il romanzo d'esordio davvero profondo e d'impatto dell'autrice Adeline Dieudonnè.



Autore: Adeline Dieudonnè
Editore: Solferino
Pagine: 220
Data di pubblicazione: 17 gennaio 2019
Genere: Romanzo di formazione

SINOSSI

Tra i prefabbricati del Demo, c’è una casa che non è uguale a tutte le altre. Ha quattro stanze, una per i genitori, una per la sorella, una per il fratello e una per i cadaveri. È qui che lei, la sorella, una ragazzina di dieci anni, deve combattere con i mostri che la circondano: suo padre, violento e rivoltante, sua madre, inconsistente come un’ameba. E poi ci sono gli animali impagliati che abitano nella «stanza dei cadaveri», frutto della forsennata passione paterna per la caccia, quasi animati da vita propria. Tutto nello squallore del Demo sembra trasformarsi in una feroce mattanza, persino l’abitudine di prendere un gelato dal carretto che suona il Valzer dei fiori. E questa violenza penetra in Gilles, il fratellino adorato, e lo trasforma: la sua testa si riempie di «parassiti » e la dolcezza di sua sorella non riesce più a riscaldarlo. Ma lei non cede: con un’ostinazione incrollabile, fa appello a tutte le sue energie per salvarlo, non importa a che prezzo.

La protagonista di La vita vera è solo una bambina di dieci anni ma fa da mamma al proprio fratellino Gilles di sei. Lo coccola, lo fa divertire, lo protegge e cerca di distrarlo dalla miserabile vita che deve vivere a causa di coloro che gli sono capitati come genitori.
Il padre “era un uomo immenso, con le spalle larghe, la stazza da squartatore. Mani da gigante. Mani che avrebbero potuto decapitare un pulcino come si stappa una bottiglia di Coca. Oltre alla caccia, mio padre nella vita aveva due passioni: la tv e il whisky. E quando non era occupato a cercare animali da ammazzare ai quattro angoli del pianeta, collegava la tv a due casse che erano costate quanto un’utilitaria, la bottiglia di Glenfiddich a portata di mano.”
Il padre è violento, picchia la moglie per scaricare la propria rabbia.
La madre “aveva una paura matta di mio padre. […] Era una tipa magra, con lunghi capelli flosci. Non so se esistesse prima di incontrarlo. Suppongo di si. Doveva assomigliare a una forma di vita primitiva, unicellulare, vagamente traslucida. Un’ameba. Un ectoplasma, un endoplasma, un nucleo e un vacuolo digestivo. E negli anni a contatto con mio padre, quel nonnulla si era a poco a poco riempito di paura.” La madre dedica tutte le sue attenzioni alle piante e agli animali, soprattutto le caprette che hanno nel cortile di casa. La casa è la più grande del Demo, un quartiere degradato costituito da prefabbricati tutti uguali “allineati come pietre tombali“.
La casa ha quattro camere, una per i genitori, una per lei, una per il fratellino e una per i cadaveri, ossia gli animali impagliati trofei di caccia del padre. Tra gli animali spunta una iena che avrà un ruolo cruciale nella vita dei due bambini.
La vita in quella casa è davvero difficile, i bambini sono abbandonati a loro stessi, la madre non ha le forze per occuparsi di loro e i bambini cercano di cavarsela come meglio possono nonostante le continue scene di violenza che hanno luogo soprattutto durante i pasti e alle quali assistono.
“Da noi i pasti in famiglia somigliavano a una punizione, a un gran boccale di piscio che ci toccava bere tutti i giorni”.
Gilles forse perché più piccolo sembra accusare maggiormente della situazione famigliare e quando diventa spettatore insieme alla sorella di un incidente in cui è coinvolto il gelataio del quartiere subisce poco a poco una trasformazione. La sorella è l’unica a vedere nel suo sguardo qualcosa di diverso, secondo lei la testa del fratello è stata infestata dai parassiti, i parassiti della violenza e il suo unico scopo è e sarà quello di non permettere ai parassiti di prendere il sopravvento nella testa del suo adorato fratellino.
Ci riuscirà?
“Ma non potevo accettare di passare la vita a guardare i parassiti mangiare il cervello del mio fratellino. Di perderlo per sempre. A costo di dedicarci tutta la mia esistenza, avrei cambiato le cose. O sarei morta. Non c’era altra soluzione”.
La vita vera è il racconto di due fratellini che devono fare i conti con la violenza domestica e di come ognuno reagisce a modo proprio a questa violenza. La protagonista non si abbatte, non vuole arrendersi come la madre “ameba” e diventare anche lei a sua volta una vittima vuota e senza personalità. Per salvare il fratellino Gilles dai parassiti decide di studiare la scienza, prende lezioni private da un professore che paga facendo la babysitter.
Non si abbatte e lotta con tutte le sue forze. Si innamora e si nutre degli istanti con colui che ama, si aggrappa a quei momenti e li tiene impressi nella mente e nelle viscere perché in fin dei conti è una bambina e ha bisogno anche lei di affetto. Gilles forse perché più piccolo non ha la stessa forza di reagire della sorella, si lascia andare al male, ne viene annientato e ne diventa vittima anche lui.
L’autrice ha una capacità strabiliante di descrivere la vita dei due fratellini, racconta per mezzo della sua protagonista cosa voglia dire vivere nella violenza. La penna della Dieudonnè è affilata, diretta, senza fronzoli, le sue parole spesso sono laceranti, creano un vuoto nel lettore che non può non appassionarsi alla storia e soffrire per ciò che legge.
Ciò che fa più male è sapere che ciò che leggiamo può essere benissimo la storia di altri bambini, di bambini veri, in carne e ossa.
Quanti bambini sono spettatori di violenza in casa?
Quanti fratelli seppur piccoli devono fare da madre o da padre ai fratelli più piccoli?
Tanti, troppi. Proprio per questo La vita vera è un libro assolutamente da leggere perché tutti noi dobbiamo essere a conoscenza dell’impatto che ha la violenza domestica. Io non riuscivo a staccarmi dalle pagine perché volevo, dovevo sapere se c’era speranza per i due bambini, la speranza di un futuro migliore, senza violenza.


💔💔💔💔💔/5💔

L'AUTRICE

Con il suo primo racconto, Amarula, ha vinto il Grand Prix du concours de la Fédération Wallonie-Bruxelles, nel 2017. Nello stesso anno ha scritto e interpretato la pièce teatrale Bonobo Moussaka e pubblicato il racconto Seule dans le noir. La vita vera (Solferino 2019) è il suo primo romanzo ed è stato la rivelazione dell’ultima stagione letteraria francese: celebrato dalla critica, è da mesi in testa alle classifiche e si è aggiudicato prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio FNAC 2018 e il Premio Renaudot des Lycéens.

mercoledì 31 luglio 2019

Segnalazione: M'innamorerò sempre di te

Seconda segnalazione di giornata: M'innamorerò sempre di te il romanzo d'esordio di Ariel Di Cola.


Autrice: Ariel Di Cola
Editore: Self-Publishing
Pagine: 122
Anno di pubblicazione: 2019
Genere: Romance
Prezzo ebook: € 0,99
Prezzo cartaceo: € 7,99
Link d'acquisto: Amazon

SINOSSI

Ariel ha vent’anni e vive in un piccolo paesino di periferia con la sua strana famiglia.
Come ogni anno, i suoi genitori la trascinano nello stesso, medesimo, posto per trascorrere le vacanze estive. 
Suo malgrado anche questa volta si lascia convincere ad andare, ma ad alleggerire la monotonia, che ormai si presenta ogni estate, ci pensano suo cugino Alex e la sua migliore amica Valentina.
Stavolta pero' accade qualcosa di diverso…
....se incontri uno sguardo color smeraldo, che ti trapassa da parte a parte, facendo vibrare ogni fibra del tuo essere?
È questa la domanda sconvolgente, che si pone Ariel quando incontra Simon.
Un sentimento dirompente che li travolge fino a spezzarli, una sera all’improvviso…
Ciò crede Ariel, fino a quando, dieci anni dopo, il destino non rimette Simon sulla sua strada e non riapre la partita.
Ariel è cambiata, la vita, il dolore hanno spezzato la gioia, della ragazzina che era un tempo…
Simon le ha fatto male, deve tenerlo a distanza e Ariel non può permettere che il passato sconvolga, nuovamente, la sua vita.
Un segreto li lega…che Ariel custodisce gelosamente e Simon non dovrà mai scoprire…
Per quanto lei sia decisa, a tenere Simon a distanza, non ha fatto i conti col proprio cuore e con l’attrazione che li spinge l’uno verso l’altro.
Può il dolore del passato essere cancellato?
L’amore sarà capace di superare ogni cosa e perdonare?


Segnalazione: Una ragazza incantevole

Questa mattina vi segnalo l'uscita di Una ragazza incantevole di Jill Barnett, traduzione integrale di “Bewitching” già uscito in precedenza in versione sensibilmente ridotta come “Joy la strega” con Mondadori (luglio 2011).


Autrice: Jill Barnett
Traduttore: Isabella Nanni
Editore: Babelcube 
Serie: Magia regency 
Pagine: 433
Data di pubblicazione: luglio 2019
Genere: Romance regency
Prezzo ebook: € 4,63 al momento in offerta su Amazon al -30%

SINOSSI
Inghilterra, 1813. Che cosa può mai fare un duca quando la promessa sposa che aveva
accuratamente selezionato lo abbandona piuttosto che sposarsi senza amore? Per salvare il suo orgoglio non gli rimane che sposare la prima donna che gli cade tra le braccia.
Joyous Fiona MacQuarrie ha stregato il Duca di Belmore appena è apparsa dal nulla e lo ha steso…
letteralmente. Quando l’orgoglio di Alec lo porta a sposarla, la giovane sconvolge la vita di questo serissimo e altezzoso duca inglese. Joy è una strega scozzese che non sempre riesce a controllare i suoi poteri magici. Ben presto la vita di Alec piomba nello scompiglio. Questa bellissima ragazza incanta chiunque gli stia intorno, accende la sua passione quando la bacia, ma rischia di causare uno scandalo mai visto con i suoi poteri magici. Stregati dalla passione, questi due cuori solitari sono i classici opposti che si attraggono in una storia irresistibilmente divertente e tenera.

Questo libro è la traduzione integrale di “Bewitching”, precedentemente pubblicato da Mondadori in forma sensibilmente ridotta con il titolo “Joy la strega”. Se avete amato Joy e Alec, adorerete la traduzione integrale del testo originale e la apprezzerete a maggior ragione se vi fosse sfuggita la precedente edizione.

ESTRATTO
Addolcì lo sguardo e la fissò in volto, osservandole a lungo la bocca, in silenzio. Le
massaggiò le braccia e poi con un dito le inclinò il mento e la guardò dritto negli occhi.
“Sposatemi.”
Joy lo fissò per un minuto eterno, incapace di pensare, incapace di muoversi o parlare. Si
disse che stava dando i numeri. Non poteva aver detto una cosa del genere.
“Sposatemi,” disse di nuovo il duca.
“Oh ...” Si mise una mano sulla bocca e fece un passo indietro. Lo aveva detto. Lo aveva
detto davvero.
Era morta ed era andata nel paradiso delle streghe.
Con poco più del suo pollice e indice, le tirò il mento in avanti e la baciò ancora e ancora e
ancora, sempre molto gentilmente. “Sposami,” le sussurrò contro la bocca. “Sposami.”
“Non posso.” Ma la sua bocca traditrice cercò quella del duca.
“Certo che puoi. Sei maggiorenne.” Le passò di nuovo le labbra sulle sue, sfiorandole appena
la bocca.
“No, voglio dire che posso, ma non posso.”
Le erano appena uscite le parole di bocca quando la baciò, a lungo e profondamente, una
carezza umida e languida che le fece scordare come si faceva a pensare. Le avvicinò le labbra
all’orecchio.
“Sarai una duchessa.”
“No...”
La zittì con un altro bacio, tirandola tutta contro di sé. Poi la bocca del duca lasciò la sua…
“Non posso.”
…e si spostò al suo orecchio. “Sposami, Joyous MacQuarrie.”
“Ummmmmm.”
Le sfiorò l’orecchio con la lingua facendola rabbrividire.
“Non vi conosco.” Voleva guardarlo in viso e cercò di tirarsi indietro.
Cominciò a baciarle il collo. “Col matrimonio risolveremo questo dettaglio. Fidati di me.”
“Ma l’amore?”
Si fermò vicino alla sua spalla. “Sei innamorata di qualcuno?”
“No.”
“Allora non c’è niente che possa fermarci.”
“Ma ci siamo appena incontrati, e solo per caso.”
“Si fanno in continuazione matrimoni combinati tra persone che non si sono mai incontrate.”
“Ma voi siete il Duca di Belmore.”
“Lo so,” le sussurrò all’orecchio ormai umido. “E tu sei scozzese.”
“Ma… ma…”
“Non ti piacerebbe essere una duchessa?” La sua voce profonda era così dolce, così
tranquilla.
Joy era ormai persa nei sogni evocati dalle sue parole.
“La mia duchessa.”
Lei non disse una parola. Le labbra del duca la coprivano di baci leggeri come farfalle.
“Mmh?” La bocca del duca le sfiorò la tempia. “Non ti piacerebbe?”
“Non ne sono sicura… Be’, voglio dire, sì… cioè, no.”
“Sei senza argomenti.” La baciò ancora.
Joy sospirò.
“Sposami, Scozzesina.”
“Sono una strega.”
“La maggior parte delle donne lo diventa prima o poi.”
“No. Voi non capite. Io sono una vera strega.”
“E io posso essere un vero bastardo. Ci abitueremo l’uno all’altra. Non m’interessa cosa pensi
di essere. Voglio che tu mi sposi.”
“Non possiamo sposarci.”
“Sì che possiamo. Adesso. Oggi.”
“Adesso?”
“Sì, adesso.”
Le venne da ridere. “Non ci si può sposare come se nulla fosse.”
“Sono il duca di Belmore. Farò tutto ciò che voglio,” disse con tale convinzione che Joy ne
rimase sbalordita. La guardò, con il volto rilassato e occhi imperscrutabili. “Nessuno metterà in
discussione il matrimonio, perché io sono il Duca di Belmore.”
Non poteva dargli torto. Un duca faceva come voleva.
“Vivrai a Belmore Park.” Le accarezzò la mascella con i pollici.
“Ma…”
“Avrai tutto ciò che vuoi.”
“Ma…”
“Ti piacerebbe, vero?”
“Be’, sì, ma va tutto troppo in fretta.”
Col dito le percorse dolcemente la linea della mascella. Le posò le labbra sulle sue e
sussurrò, “Sposami, Scozzesina.”
Le si chiusero gli occhi. Avrebbe fatto quasi qualsiasi cosa per sentirlo chiamarla di nuovo in
quel modo. La baciò di nuovo. Dopo alcuni momenti lunghi e teneri, si ritrasse. “Come ho detto, sei
senza argomenti.”

L'AUTRICE
Definita “la maestra dei romanzi dell’amore e della risata”, Jill Barnett è un’autrice di fama
internazionale con oltre 8 milioni di copie cartacee vendute ed è stata spesso al vertice delle
classifiche dei best seller del New York Times, USA Today, The Washington Post, e Publishers Weekly. Con l’avvento dell’era digitale Jill Barnett è stata numero 1 con i suoi 18 libri nella classifica dei titoli a pagamento più venduti su Amazon e ha venduto oltre un milione di copie digitali. In Italia alcuni suoi libri sono stati pubblicati da Mondadori.


#29 Melograno

Buongiorno, questa mattina pubblico la recensione di Melograno, libro che ho avuto il piacere di leggere grazie alla collaborazione con l'autore, Gaetano B. Mungari.


Autore: Gaetano B. Mungari
Editore: Self-Publishing
Pagine: 435
Anno di pubblicazione: 2019
Genere: romanzo

SINOSSI

Sedici anni. L’età in cui un’energia inarrestabile scorre impetuosa come le cascate del Niagara. Nelle vene, nelle gambe, nella testa, nel cuore. Simile alla lava ruggente di un vulcano, che non riesce a esplodere e a mostrare al mondo la sua bellezza e la sua potenza terrificante, per via di un misterioso tappo che tiene chiuso il cratere. È questo il filo sottile che lega la dolce sensibilità e l’intelligenza intuitiva di Andrea, ammutolita da una figura paterna opprimente, la genialità di Paolo, oppressa dentro un corpo brutto e insignificante, il coraggio e il carisma di Gianni, sovrastati dal destino infame di essere nato e vissuto nel posto sbagliato, la bellezza e la sensualità senza limiti di Luisa e Barbara, torturate, avvelenate e schiacciate da un macigno pesantissimo: le vite fallimentari delle rispettive madri. Sono loro i protagonisti di questo romanzo apparentemente adolescenziale: sedicenni simili a bellissimi e splendenti chicchi di melograno, che non riescono a sprigionare e deliziare il mondo del loro meraviglioso succo rubino a causa di un’opprimente barriera trasparente. Ma cosa accadrebbe se uno spillo misterioso bucasse quella sottile, trasparente e invisibile pellicina? Che cosa se la cronica incoscienza degli adolescenti fosse per miracolo spazzata via dalla consapevolezza della propria forza? Tutto inizia in un normale sabato sera, nella pista da ballo di una discoteca, sotto i decibel martellanti di una musica house tribale…

Melograno è un libro che parla di adolescenti, delle loro vite, dei loro rapporti con i pari, con i genitori, con gli adulti in genere, tuttavia credo sia una lettura adatta sia agli adulti che ai ragazzi. I temi trattati sono i più disparati: l'amore giovanile ma anche tra adulti, l'amicizia, il rapporto genitore-figlio, la fede, la politica, il denaro, il mondo del lavoro, lo sport. Melograno è tutto questo e molto altro, la sua lettura permette al lettore di fare un tuffo in queste tematiche importanti e significative per la maggior parte di noi. Andrea, Paolo, Gianni, Luisa e Barbara sono i protagonisti del romanzo, nel corso della lettura impariamo a conoscerli a fondo, veniamo a conoscenza dei loro pensieri, delle loro emozioni, dei loro tormenti. Ognuno di loro subisce un'evoluzione ed è ciò che ho apprezzato di più di Melograno. I personaggi sono ben delineati, ci si affeziona alle loro storie e alle loro personalità molto diverse. Andrea e Paolo sono benestanti così come Luisa e Barbara, nonostante ciò appartengono a due mondi diversi perché i primi due sono considerati i secchioni e sfigati della scuola mentre Luisa e Barbara sono belle, sexy, le ragazze che tutti vorrebbero come amiche e fidanzate. Gianni invece vive nel quartiere Annibale, un quartiere malfamato dove l'unico futuro possibile è spezzarsi la schiena dal duro lavoro o finire a commettere reati. Gianni è a capo di una banda di teppisti con i quali rappresenta il terrore dei quartieri ricchi. Questi mondi così diversi sono destinati ad incontrarsi e a scontrarsi, cosa ne uscirà? Nasceranno nuove amicizie e magari nuovi amori? Un argomento che mi ha toccata particolarmente è il rapporto genitore-figlio. Ogni protagonista del libro è stato ed è condizionato dal rapporto con i genitori, Andrea ha un padre che non crede in lui, che non lo considera e ciò si ripercuote nella poca fiducia in sé stesso. Paolo è orfano di madre ma ha un padre presente che lo coinvolge nelle sue decisioni e con il quale ha un ottimo rapporto e un buon dialogo. Ciò lo porta ad avere fiducia in sé, ad essere esuberante nonostante sia bruttino. Barbara e Luisa danno importanza solo al fisico e non credono nell'amore a causa delle loro madri disilluse dal trovare il vero amore. Gianni è convinto che per vivere nel quartiere Annibale si debba per forza commettere crimini e che per ottenere ciò che si vuole l'unica soluzione è la violenza, memore del comportamento criminale del padre e degli abitanti del suo quartiere. Per fortuna non dobbiamo continuare a vivere all'ombra dei nostri genitori, ognuno di noi ha il diritto di costruire la propria vita, la propria personalità e fare le proprie scelte anche se ciò non combacia sempre con il loro volere. I protagonisti di Melograno ne sono un esempio lampante, ognuno di loro ha fatto le proprie scelte anche correndo il rischio di deludere un genitore. 
Ho apprezzato anche la parentesi dedicata alla politica, alla conoscenza che i ragazzi dovrebbero avere di essa. In ogni Paese ci sono diritti e doveri, leggi da conoscere e rispettare e credo che anche i ragazzi devono impegnarsi nel loro piccolo. 
La lettura è piuttosto scorrevole a parte alcune parti un po' più descrittive. Il libro mi è piaciuto, la trama e i personaggi sono ben costruiti. Ci sono però degli avvenimenti che non mi hanno convinta in pieno. Ad esempio non mi ha convinta la reazione di una delle protagoniste ad una violenza fisica, non credo che una ragazza riesca ad uscirne così facilmente come ha fatto lei e pensi solo a vendicarsi personalmente. Un altro fatto che mia ha poco convinta è il cambiamento netto di due componenti della banda capitanata da Gianni che da teppisti si improvvisano chierichetti. Credo che nella realtà sia poco probabile una scelta così drastica soprattutto tra i più giovani.
Nel complesso Melograno è un libro che consiglio. 

💔💔💔💔/5💔


lunedì 29 luglio 2019

Segnalazione: La figlia del demone

Terza segnalazione di giornata: "La Figlia del Demone" Il secondo capitolo della saga delle "Streghe di Villacorta" un romance fantasy / paranormal romance autoconclusivo. Il primo volume è “La Strega e il Cavaliere”.


Autrice: Laura Fiamenghi
Editore: Self-publishing Amazon
Pagine: 498
Data di pubblicazione: 26 luglio 2019
Genere: romance fantasy / paranormal romance 

SINOSSI

XIV secolo, Etan di Offlaga è un cavaliere valoroso e anche uno stregone dotato del raro dono dell’Intuito. Cresciuto nel Medioevo ma con l’influenza di sua madre Viola, una strega venuta dal XXI secolo, è un uomo decisamente sopra le righe per la sua epoca.
Per dovere verso il suo regno, Etan prende in considerazione l’idea di sposare l’erede di Sassovivo, un ricco regno confinante.
Incerto sulla possibilità di un matrimonio combinato, Etan si reca a conoscere la bella Milena, ma già dal suo arrivo capisce che Sassovivo nasconde qualcosa. Anzi, qualcuno: Sparda, una creatura misteriosa in possesso di una forza straordinaria e di due occhi verdi come lo smeraldo…

In che modo "La Figlia del Demone" si riallaccia a "La Strega e il Cavaliere"
La vicenda prende luogo nella stessa ambientazione di "La Strega e il Cavaliere", ma circa trent'anni dopo. Etan infatti è il figlio primogenito di Ragnor e Viola, che appariranno nella storia come personaggi secondari, insieme a tutto il cast già conosciuto nel primo volume.
"La Figlia del Demone" è un romanzo autoconclusivo e non è assolutamente necessario aver letto il capitolo precedente della saga per poter comprendere la trama, ma a chi lo ha fatto farà piacere ritrovare i personaggi del primo libro.



Segnalazione: Sussurri e ombre

Seconda segnalazione di giornata: Sussurri e ombre di Ilenia Leonardini.


Autrice: Ilenia Leonardini
Editore: Self-publishing
Pagine: 182
Genere: romance

SINOSSI

Kenneth Sneider è un professore di quarantʼanni che lavora in una delle università di Berlino, ma a causa di un improvviso lutto, la sua vita cambia profondamente. Dovrà convincersi che la materia che insegna, Storia e Cultura della Mitologia gotica e tedesca, parla di creature che esistono e che sanno come terrorizzare gli esseri umani. 
Scoprirà di avere una missione da compiere e di essere una guida per le anime che devono essere accompagnate nellʼaldilà. Scoprirà il segreto che suo padre non ha fatto in tempo a rivelargli. E combatterà contro Neuntoter, Poltergeist e spettri di subdola e malefica natura, ma conoscerà esseri che potranno risultare preziosi alleati. 
Immergetevi nella lettura di questa nuova storia soprannaturale, un paranormal urban fantasy insolito e diverso. Protagonisti il mistero, lʼazione, il mondo ultraterreno, alleanze e tradimenti.

L'AUTRICE
E' nata nel 1977 nell’assolata città marittima di La Spezia, in quella striscia di terra chiamata Liguria. Ha pubblicato il 20/12/2013 il suo primo romanzo di una trilogia chiamato “Hurricanes & Sun” con Irda Edizioni, nel giugno del 2014 la continuazione “Dark side… of the sun”. L’11 dicembre 2014 è uscita con una raccolta: “Storielle e Favole”. Nell’aprile 2015 è uscito il terzo “capitolo” della sua prima trilogia noir/thriller. Il 27 novembre 2015 ha pubblicato con Società Editrice Montecovello “I mondi fantastici dell’anima”. E l’11 dicembre 2015, con Irda Edizioni, “Tra mito e realtà, Dèi reincarnati”. Il 27 maggio 2016 è uscito il suo primo libro in self “Amanti… dell’Universo”.
Presto sarà in cartaceo, edito e distribuito con Youcanprint. A dicembre 2016 ha visto la luce il suo libro in self “Il mistero dello scettro Quetzal”. L’11 dicembre 2017 è uscito invece l'ultimo suo libro “Antonio & Anna, un amore infinito”, che è in e-book su Amazon, mentre in cartaceo è su Amazon, Youcanprint, Mondadori Store Online e Feltrinelli Online. 



Segnalazione: Il fuoco, il vento e l'immaginazione

Buon pomeriggio, prima segnalazione di giornata: Il fuoco, il vento e l'immaginazione di Antonella Salottolo.


Autrice: Antonella Salottolo
Editore: Kubera Edizioni
Pagine: 184
Data di pubblicazione: Gennaio 2019
Genere: romanzo

SINOSSI

Il fuoco, il vento e l’immaginazione racconta un viaggio attraverso fantasie, libri e luoghi che portano la protagonista ad apprezzare l’importanza dell’immaginazione. È un puzzle che prende forma piano piano grazie alla comparsa graduale di storie, manoscritti e personaggi. Nelle prime pagine la protagonista, Antonella, ci fa conoscere la sua famiglia e la tradizione del focarazzo di Sant’Antonio e ci racconta la storia, o meglio un’avventura, che ha deciso di donare a quel falò e al vento. Il fuoco, il vento e l’immaginazione si potrebbe etichettare come il diario della protagonista che racconta aneddoti legati alla sua eccentrica famiglia, ai suoi viaggi e alle sue letture, ma sarebbe riduttivo. È pur vero che ampio spazio è dedicato ai racconti di viaggio, ai treni, ai suoi passeggeri, alla gastronomia, a miti e leggende e ai pensieri che tutto ciò suscita nella mente di Antonella, ma c’è dell’altro. Favole, si favole per adulti e per bambini. L’atmosfera nelle prime pagine è allegra, ma pian piano diventa amara grazie alla comparsa di un racconto dal carattere noir. Le storie narrate sono tante: quella dell’infanzia di Lorenzo e Matteo, La leggenda di Fungus Rock, L’hobby del vento, La storia del professore che inventò nuovi mondi, Il diario di Clara e non solo, ma tutto è legato da un doppio fil rouge che permette a ogni personaggio di coesistere armonicamente insieme agli altri all’interno dello stesso quadro. Tutto ritorna a un unico concetto: l’IMMAGINAZIONE che apre la mente dei protagonisti dei singoli racconti e illumina tutta la storia.
È l’IMMAGINAZIONE la vera protagonista di questo romanzo, che sprigiona tutta la sua forza, mostrando ogni sua sfaccettatura. Fa intravedere il suo lato intrigante ad Antonella; svela il suo lato amaro a Lorenzo e Matteo; rivela il suo lato pericoloso e folle a Clara e, infine, palesa il suo lato magico ad Astarte e al Professore.

L'AUTRICE

Antonella Salottolo, nata nel 1984, vive a Napoli, dove lavora nell’ambito della comunicazione sul web. Laureata in filosofia si è specializzata nel marketing e si occupa principalmente di web copywriting. Scrive, infatti, testi per siti web, blog e social media, occupandosi di tutti i contenuti e le attività che possono essere utili per promuovere e far conoscere le aziende in rete. Amante del mare, dei viaggi, della buona tavola e della cultura orientale, in particolare del reiki, adora
scrivere. Ha lavorato al suo primo romanzo, “Il fuoco, il vento e l’immaginazione”, mentre era a riposo aspettando la nascita del suo amatissimo bimbo.


Segnalazione: Dimmi solo ti amo

Oggi vi segnalo l'uscita di Dimmi solo ti amo di Alex Refrain in uscita domani 21 agosto. Autore: Axel Refrain Pagine: 200 D...