martedì 20 agosto 2019

Segnalazione: Dimmi solo ti amo

Oggi vi segnalo l'uscita di Dimmi solo ti amo di Alex Refrain in uscita domani 21 agosto.


Autore: Axel Refrain
Pagine: 200
Data di pubblicazione: 21 agosto 2019
Genere: Romance
Prezzo: € 0,99

SINOSSI

James Williams ha praticamente tutto: un buon lavoro come giornalista
nella prestigiosa Uk Press di Londra, un bell’appartamento che si affaccia
su Hyde Park, pochi amici ma buoni e una vita tranquilla che scorre tra
lavoro, supermarket e serie Tv.
Quello che non ha è l’amore. Uscito da una lunga relazione è ormai single
da quattro anni e non crede più in questo folle e irrazionale sentimento.
Un giorno, mentre si trova sulla metro per rientrare a casa dal lavoro,
incontra, o meglio, si scontra con una ragazza.
Basta uno sguardo, il profumo del suo balsamo e la sua voce per far
scattare in lui una scintilla quasi sconosciuta.
Nella sua testa e, soprattutto, nel suo cuore cambia tutto.
Potrà, forse, questa ragazza misteriosa assumere le sembianze di un vero
e proprio uragano in grado di sconvolgere la sua esistenza?
Ma, soprattutto, cosa succederà quando l’uragano sarà passato?
James sarà in grado di scordare e dimenticare quei sentimenti in nome
della ragione o il cuore, per la prima volta nella sua vita, lo porterà a
rivoluzionare completamente le sue certezze?

Intervista: Laura Di Flaviano

Buon pomeriggio miei cari lettori, oggi con grande piacere pubblico l'intervista a Laura Di Flaviano, autrice di Non mi inganni.

Ciao Laura, grazie per aver accettato l’intervista per il mio blog. Che ne dici di parlarci un po’ di te?
Ciao Ilaria, grazie a te per avermi offerto l’opportunità di farmi conoscere meglio.
Mi piace definirmi una donna che si ama e ama tutto quello che fa e che la circonda, al di là del ruoli che rivesto nella vita come madre, moglie, figlia e lavoratrice. Sono figlia di genitori sordi dalla nascita, caratteristica che mi ha resa precocemente matura, responsabile ed introversa.
Ho desiderato tantissimo diventare madre e sono attenta, cerco di dare il massimo, parlo moltissimo con mio figlio e più il tempo passa più mi rendo conto che, mentre io lo aiuto a crescere, lui insegna a me a vivere la vita.
Faccio un lavoro che amo moltissimo, a contatto con il pubblico e questo mi dà la costante opportunità di confrontarmi con il prossimo. Dico spesso che sono una psicologa per i miei clienti, ma non posso negare che anche loro mi offrono un supporto e un sostegno tutt’altro che indifferenti!

Come è nata la tua passione per la scrittura? C’è qualche autore che ti ha ispirata maggiormente?
La mia passione per la scrittura nasce durante l’adolescenza. È cominciata con le classiche annotazioni e confidenze sul diario segreto. Inventavo o riportavo fatti realmente accaduti in modo romanzato e ne venivano fuori sempre delle storielle molto divertenti. Probabilmente il mio imprinting nasce dalla lettura di libri Harmony, gli unici che mia madre legge e seminava per casa, perciò in realtà non ho un autore che mi ha ispirata in quel senso. Mi ci sono voluti anni per abbandonare il rosa e sperimentare prima il fantasy, poi l’avventuroso e infine thriller, horror e storici. Per assurdo, oggi il genere romance è quello che leggo meno!

Come è nata la trama di Non mi inganni
La trama di Non mi inganni nasce dall’esigenza di creare una storia a Laura. Il progetto è molto ampio e ambizioso e riguarda diverse storie che nascono all’interno di un gruppo di amici abbastanza nutrito. I vari personaggi si ritrovano spesso anche nei successivi libri nei quali non sono più protagonisti.
Avevo in mente tante storie e volevo che in tutte ci fosse un “attore non protagonista”, un riferimento, qualcuno che dà sempre un buon consiglio. Solo successivamente ho sentito l’esigenza di creare un passato, degli amici, una famiglia, una vera e propria storia a questo individuo. La trama di Non mi inganni nasce così e inizialmente Drake doveva essere soltanto un elemento scatenante, i riflettori dovevano puntare sulla trasformazione di Laura. Man mano che scrivevo però il suo passato prendeva forma e mi affezionavo fino a quando mi sono resa conto che anche lui aveva molto spessore ed è diventato importante tanto quanto lei.

Laura è una psicoterapeuta, come mai hai deciso questo ruolo per la tua protagonista femminile?
Avevo bisogno che questa “attrice non protagonista” potesse reinserirsi in ogni libro, come il prezzemolo e dovevo darle un ruolo credibile, doveva essere un personaggio abbastanza maturo ed esperto da poter essere cercato dagli altri come un punto di riferimento e la psicoterapia mi è sembrata perfetta.

Drake e Laura hanno vissuto vite diverse ma entrambe sono state segnate da due lutti difficili da elaborare. Credi che esperienze comuni possano avvicinare due persone, che ognuna può essere il balsamo lenitivo per le ferite dell’altro? 
Non saprei. Credo che alla base di tutto ci debba essere molta sensibilità, empatia e ascolto. Vivere esperienze simili non vuol dire elaborarle nello stesso modo e riuscire a capire in automatico il travaglio di chi ci sta accanto. Le situazioni da analizzare sono troppe a partire dalla storia personale che lega i soggetti in questione prima della tragedia. Temo invece che esperienze troppo simili possano creare aspettative dolorosamente disattese. Tu pensi che l’altro provi le stesse emozioni e poi invece scopri che siete lontani anni luce. Dare per scontato che un altro capisca al volo il tuo stato d’animo soltanto perché ha vissuto qualcosa di simile può fare danni enormi. Stare accanto ad una persona che soffre è complicato e spesso frustrante. Ritengo che il silenzio sia la soluzione più confortante. Con certi dolori le parole sono inutili. Sono certa che la nostra presenza possa essere balsamo per un altro, non sono altrettanto certa che aver vissuto esperienze comuni possa aiutare a dare il giusto conforto.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Hai già in cantiere una nuova storia per i tuoi lettori?
Vorrei scrivere e pubblicare finché ho ispirazione e siccome per me è molto terapeutico e mi aiuta ad evadere in un mondo parallelo, senza problemi, vorrei che l’ispirazione non finisse mai! Continuerò a scrivere perché mi rende felice poter creare e raccontare storie nuove e sì, il prossimo libro dovrebbe uscire in autunno!

Quali libri hai letto ultimamente che ci senti di consigliare?
I libri che mi hanno più colpita negli ultimi 6 mesi sono Fiori sopra l’inferno di Ilaria Tuti, A volte ritorno di John Niven e L’amore è un difetto meraviglioso di Graeme Simsion. Tre generi diversi e fuori dal comune. Fiori sopra l’inferno è un thriller pieno di umanità, mi ha tenuta sulle spine e mi ha commossa allo stesso tempo. A volte ritorno non è un libro che mi sento di consigliare a tutti. Appare dissacrante e volgare ma dà moltissimo da pensare e io ancora ci penso! L’amore è un difetto meraviglioso è un libro divertentissimo che parla di un individuo con elevate difficoltà di relazione sociale. Potremmo definirlo un libro d’amore ma decisamente fuori dalle righe.


Link alla recensione: Recensione

NON MI INGANNI













Autore: Laura Di Flaviano
Editore: Youcanprint (self-publishing)
Pagine: 211
Data di pubblicazione: 21 febbraio 2019
Genere: Romanzo

SINOSSI
Drake è un giovane avvocato che preferisce fare il fotografo e Laura è la sua inaspettata psicoterapeuta. Nonostante un inizio poco promettente e ancor meno collaborativo, ricco di provocazioni, dialoghi vivaci e battute pungenti, Laura impara a guardare oltre le maschere di Drake e tra i due nasce un rapporto inaspettato e complesso. Laura convive con un ricordo doloroso che influenza ogni sua scelta personale mentre Drake deve fare i conti con le conseguenze di un passato che non può ignorare. La paura di rivivere determinate situazioni e di incappare negli stessi errori li spaventa, fino a quando non capiranno che per ritrovare la serenità serve il coraggio di mettersi in gioco.

lunedì 19 agosto 2019

Segnalazione: Voglio amarti

Oggi vi segnalo l'uscita di Voglio amarti di Simona Busto edito Reading With Joy.


Autore: Simona Busto
Editore: Reading With Joy
Pagine: 119
Data di pubblicazione: 14 luglio 2019
Genere: Romance
Link d'acquisto: Amazon
Ebook: Amazon


SINOSSI

“Se fossi più giovane mi vedrebbe in maniera diversa. Se fossi più giovane potrei lasciare
che il nostro rapporto progredisca con calma. Se fossi più giovane lo conquisterei”.
“Se fossi meno giovane mi prenderebbe sul serio. Se fossi meno giovane non sarei amico
di suo fratello. Se fossi meno giovane la conquisterei”.
Ambra e Daniele non possono amarsi.
Non importa se quando sono vicini l’aria si carica di elettricità. Non importa se l’intesa e la
passione tra loro colmano qualsiasi distanza li separi.
Tra loro ci sono cinque anni di differenza. Troppi per una donna che vuole un figlio. Troppi
per un uomo che non ha ancora nulla da offrirle.
E quel legame intenso e passionale finisce per tramutarsi in sofferenza.
Eppure quando sono insieme nulla sembra contare. Né la differenza d’età, né il forte
rapporto d’amicizia che lega Daniele al protettivo fratello di Ambra. Vincerà l’amore?

L'AUTRICE
Scrivere per me è un’esigenza dell’anima, e sono sempre felice di cedere al canto della mia sirena letteraria. Lei mi sussurra all’orecchio e le mie dita ubbidiscono senza esitazione, correndo veloci sulla tastiera. Adoro raccontare le mie storie e amo sentire l’opinione dei lettori. Blogger e semplici appassionati di libri mi hanno spesso onorato dedicandomi qualche parola su Amazon o sui social. Scoprire una nuova recensione o anche un semplice commento mi regala attimi di pura gioia. Una decina d’anni fa sono stata segnalata a due concorsi letterari: premio Artenuova e premio Bompiani-scrivi.com. Inoltre ormai da tempo pubblico storie di vita vera sulla rivista "Confidenze tra amiche"; (Mondadori). Di recente ho iniziato a lavorare come traduttrice freelance e collaboro al momento con due case editrici. Perché tradurre è la mia seconda passione, mentre la terza sono gli animali. Ho all’attivo quattro romanzi e altrettanti racconti brevi, autopubblicati, alcuni di genere romantico e altri fantasy. Tutti mi hanno regalato grandissime soddisfazioni in termini di riscontri e classifica, e mi hanno reso felice di aver intrapreso la difficile strada della narratrice. I miei personaggi sono persone forti, spesso complesse e controverse, impegnate in una costante sfida contro se stesse, gli altri e la vita. L’amore è una battaglia da vincere a ogni costo, anche quando l’avversario si nasconde sotto la maschera della ragione.

martedì 13 agosto 2019

RUBRICA: Un viaggio nella psicologia con la letteratura

Buongiorno cari lettori, oggi pubblico l'appuntamento con la rubrica di psicologia "Un viaggio nella psicologia con la letteratura" sempre in collaborazione con thrillernord. Questa volta affronto il tema della Dipendenza affettiva e lo faccio prendendo in esame Un anno felice di Chiara Francini.


Autore: Chiara Francini
Editore: Rizzoli
Pagine: 345
Anno di pubblicazione: 2019
Genere: romanzo

SINOSSI

L’amore capita, come le grazie. Si impara quando ti piomba addosso. È inevitabile. È lui stesso che ci insegna lacerandoci e premiandoci di continuo. È un istinto. Solo che non capiamo quando inizia il premio e quando la tortura. Ed è lì che bisogna imparare, imparare a salvarsi. E a riderci su.
Tanto che a volte non ne distinguono bene il volto. Melania, lunghi capelli mossi color castagna e due sopracciglia pennellate alla Rossella O’Hara, abita in centro a Firenze con la sua amica Franca. Potrebbero sembrare due studentesse fuori sede. In realtà sono solo due ragazze fuori corso a cui finora il tanto studio ha portato arguzia e cultura, ma non un principe azzurro. Per Melania, però, tutto cambia in un giorno di maggio, in cui si ritrova a pagare un caffè ad Axel, un giovane straniero atterrato lì da chissà quale altro mondo. Ha un volto da etrusco, ma è svedese. Corre, ma non è in fuga. Stenta a rispondere, ma non perché gli manchino le parole. La bellezza sfacciata di Firenze e il cuore colorato di Melania danno esca al fuoco dell’amore, un calore che a lei scoppia dentro e che lui desidera da sempre. Poi, si sa, la passione si impone sulla vita: perciò, quando Axel deve ritornare in Svezia, Melania decide di seguirlo, lasciando tutto, lavoro, amici, rassicuranti consuetudini e quotidiane certezze. Ma come distinguere il volto del vero Amore, quell’amore che è una tela da tessere insieme? E come non lasciarsi confondere da fantasmi evanescenti e dalla proiezione dei propri sogni? Dopo il successo dei suoi primi due romanzi che scandagliavano i temi delle nuove famiglie e della relazione madre-figlia, Chiara Francini si cimenta in una prova narrativa più ambiziosa percorrendo l’evoluzione di un amore che prende una piega sbagliata, una trappola spietata in cui tante donne cadono accecate da sentimenti sinceri e dai veli dell’autoillusione. Ne scaturisce un racconto magnetico, con un formidabile crescendo drammatico, personaggi convincenti e una prosa originale che definiscono Chiara Francini come una scrittrice vera e matura.

Partendo dal bellissimo libro di Chiara Francini ho deciso questa volta di parlare di “Dipendenza affettiva” ossia quando un uomo o una donna vive la relazione di coppia come condizione necessaria ed indispensabile alla propria “sopravvivenza emotiva”. Melania, la protagonista di Un anno felice, è l’esempio lampante di chi in una relazione affettiva mette al primo posto il partner senza riuscire neanche a percepire i propri bisogni, le proprie convinzioni, i propri interessi fino ad arrivare ad annullare se stessa per l’altro.

“La dipendenza affettiva è una condizione relazionale/ sentimentale negativa e disfunzionale ed e’ caratterizzata da una mancanza di equilibrio affettivo e di scambio reciproco concreto nella coppia.”

La dipendenza affettiva non rientra tra i disturbi mentali diagnosticati nel DSM-5, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, essa infatti viene classificata tra le “New Addiction”, ossia le nuove dipendenze di tipo comportamentale, tra cui troviamo la dipendenza da sesso, la dipendenza da Internet, la dipendenza da lavoro, il gioco d’azzardo patologico, la dipendenza da sport, lo shopping compulsivo. Per esempio, le normali manifestazioni negative che l’amante prova nella lontananza del partner iniziano a diventare non normali quando l’eccesso di dipendenza danneggia in modo significativo le attività del soggetto rimasto solo. Sono da considerare non normali o addirittura patologici i casi in cui, in caso di allontanamento dal partner, si verificano i due seguenti criteri:
a) il soggetto rinuncia a una parte della sua autonomia decisionale, di critica e di giudizio, perché ha delegato queste capacità alla persona da cui è dipendente;
b) il soggetto dipendente rischia continuamente di veder svanire il suo stato di benessere quando non ha la possibilità di mantenere un rapporto continuativo con la persona da cui è dipendente.
Un certo grado di dipendenza dal partner fa parte di ogni storia d’amore, soprattutto nella fase iniziale, quella dell’innamoramento, caratterizzata da un forte senso di intimità e passione, in cui il senso di fusione è particolarmente forte. Alcuni autori descrivono la presenza, in individui in fase di amore romantico, di sintomi caratteristici dei disturbi di dipendenza, tra cui desiderio, euforia, tolleranza, dipendenze emotiva e fisica, ritiro e ricaduta.
Quando le caratteristiche più dipendenti diventano necessità assolute, il rischio è di cadere nel versante più disfunzionale del legame amoroso, quello della dipendenza affettiva patologica. La possibilità di andare oltre la fase dell’innamoramento e di amare l’altro dipende quindi dalla capacità dei membri della coppia di percepirsi e rispettarsi come individui separati mantenendo intatta la propria individualità. Quando invece il vincolo di coppia non permette ai suoi membri di percepire i propri bisogni e desideri fino ad arrivare a reprimere la propria individualità possiamo parlare di love addiction o dipendenza affettiva. E’ ciò che è accaduto a Melania, lei ha lasciato tutti i suoi affetti, il suo lavoro, la sua casa, le sue abitudini per inseguire Axel, il suo amore in Svezia. Ha continuato a vivere con lui nonostante la vita lì fosse molto diversa da quella che viveva a Firenze. Questa frase, secondo me, rappresenta bene il concetto:

“Melania trova il clima, l’ambiente e la posizione della magione l’esatto opposto di ciò che è abituata ad amare, ma si sente amata. Ed è riconoscente per natura”.

Chi è il dipendente affettivo?

Il bisogno di protezione e la scarsa autostima sono le caratteristiche di chi soffre di love addiction, alimentato da credenze secondo cui la propria felicità dipende completamente dalla vicinanza di una persona supportiva. Secondo D. Miller ( 1994) la Dipendenza Affettiva colpisce nella stragrande maggioranza dei casi, superiore al 90%, donne di diverse fasce di età. Queste donne vivono le relazioni amorose alla ricerca di uno stato di fusione con il partner per il quale sono disposte a sacrificare tutti i loro interessi personali, desideri, aspettative, crescita personale e professionale, fino ad arrivare ad annullare se stesse a vantaggio dell’altro. Le aspirazioni personali vengono soppresse a favore di quelle del partner il cui “amore”, affetto e sicurezza affettiva vengono considerati di vitale importanza. Queste donne sono convinte “che i loro bisogni non contano” o che “ non sono degne di essere amate”. La dipendenza affettiva ha le sue radici nell’infanzia, nel rapporto con chi si è preso cura di noi. Coloro che diventano affettivamente dipendenti probabilmente da piccoli hanno compreso di non essere degni d’amore o che i loro bisogni non siano importanti. La persona quindi non sarebbe riuscita durante l’infanzia, a sviluppare una struttura psichica adeguata, a causa di esperienze affettive negative con i caregivers. In questo senso tenderebbe a sopravvalutare in modo irrealistico l’altro, perdendo contatto con la realtà. Spesso i genitori di questi adulti dipendenti sono stati iperprotettivi e limitanti. Tendevano a frustrare il bisogno di gioco e spontaneità, compivano le scelte al posto dei figli. O, contrariamente, possono essere stati troppo permissivi tanto da portare il bambino a costruirsi regole proprie rigide e in contrasto con il resto del mondo.

Dipendenza affettiva, dinamica a due
La dipendenza affettiva al contrario di quanto si potrebbe pensare non è un fenomeno che riguarda una sola persona, ma è una dinamica che si vive in due. Infatti, alle volte il partner del “dipendente affettivo” è una persona problematica, che nasconde la propria dipendenza affettiva con un’altra forma di dipendenza (ad es. cibo, alcol, fumo, internet). In questo caso, i problemi che vive il partner diventano la scusa per dedicarsi totalmente all’altro che appare bisognoso dimenticando la propria individualità e i propri bisogni. In altri casi la persona amata è rifiutante, sfuggente o irraggiungibile. In entrambi i casi avviene una lotta: la dipendenza aumenta con il desiderio di essere amati proprio da colui che non ci ricambia in modo soddisfacente, ed essa cresce in proporzione al rifiuto, anzi se non ci fosse quest’ultimo la dipendenza non durerebbe. Anche questa dinamica è ben presente nel libro della Francini, Axel ha avuto un’infanzia difficile, per questo è scostante, spesso burbero e le sue manifestazioni d’affetto sono centellinate. Melania pur di restargli accanto si fa bastare le sue piccole e scarse manifestazioni d’affetto giustificate, a parer suo, da questo passato difficile.

Come intervenire sulla dipendenza affettiva?La dipendenza affettiva può essere affrontata con l’aiuto di psicologi e psicoterapeuti. La valutazione iniziale è fondamentale per capire i motivi che stanno alla base del proprio disagio ed individuare il problema all’interno della storia di vita del soggetto, identificandone il significato e quantificandone la portata. Ciò permette di individuare anche quali terapie sono più adatte ed in quali combinazioni. Nella maggior parte dei casi, l’approccio alla dipendenza affettiva comporta l’interruzione del rapporto disfunzionale e l’inizio della gestione dell’astinenza, permettendo così l’instaurarsi di normali relazioni sentimentali. A seconda della gravità del quadro clinico, la dipendenza affettiva può essere affrontata in modo efficace con la combinazione di vari approcci terapeutici (psicoterapia, farmaci ecc.).

L'AUTRICE
Chiara Francini è un’attrice e scrittrice toscana. Non parlare con la bocca piena, pubblicato da BUR Biblioteca Univ. Rizzoli nel 2017, è il suo primo romanzo. Nel 2018, sempre per Rizzoli, pubblica Mia madre non lo deve sapere e l’anno successivo scrive Un anno felice.

LIBRI CONSIGLIATI
  • Donne che amano troppo. (2013). Robin Norwood. Feltrinelli
  • Dipendenza e controdipendenza affettiva: dalle passioni scriteriate all’indifferenza vuota. (2015). Massimo Borgioni. Alpes Italia
  • La dipendenza affettiva. Come uscire dalla maledizione di una relazione distruttiva… o almeno migliorarla. (2015). Franco Nanetti. Pendragon.

mercoledì 7 agosto 2019

Segnalazione: Le acque del sonno eterno

Seconda segnalazione: Le acque del sonno eterno, romanzo liberamente ispirato alla tragedia del Vajont di Maria Cristina Pizzuto.

Un romanzo di amore e di speranza, di forza e di destino.
Un inno alla vita ma anche un avviso a non spingersi troppo oltre.
Una storia dell’uomo, sull’uomo e per l’uomo.



Autrice: Maria Cristina Pizzuto
Pagine: 101
Editore: Policromia (PubMe)
Genere: Narrativa
Data di pubblicazione: 17 luglio 2019
Prezzo digitale: € 2,99
Prezzo cartaceo: € 14,00
ISBN: 978-8833663067

SINOSSI

Sara, rimasta orfana a causa di un incidente, è costretta ad andare a vivere al castello del suo austero zio Alberto, in una cittadina chiamata Pomlete. Al suo arrivo è accolta con estrema freddezza ma, con il passare dei giorni, fa amicizia con Marta, la cuoca, e con Erika, la moglie defuntadello zio. Saranno proprio lo spirito di Erika e la pazienza di Sara a sciogliere il cuore arido e indurito di Alberto, trasformandolo in una persona cordiale e amabile. Nonostante i ripetuti moniti di Erika di stare Quarta di copertina lontana dall’acqua, Sara deciderà di trasferirsi in un paesino nei pressi di una diga, dove troverà la sua indipendenza e l’amore al fianco di Francesco, fino al fatidico giorno in cui la diga riverserà le sue acque sul centro abitato, trasformando le loro vite per sempre...
Questo racconto vuole ricordare il disastro provocato dalla rottura della diga del Vajont, che in una sola notte ha causato mille e novecento morti. Tragedia che poteva essere evitata e che ha causato danni all’ambiente e alle persone, devastando un intero paese. Sebbene la narrazione sia puramente fantastica, vuole mettere in risalto come vite diverse vengano spezzate in poco tempo, per motivi futili e prese di posizione politico-economiche. Questa storia è stata scritta per non dimenticare, per sottolineare che la superficialità umana spesso portaalla distruzione di vite, gremite di desideri ed emozioni. L’Uomo diventa, qui, il dio di se stesso. Un suo errore può varcare il limite della vita e della morte, ed egli si fa autore di misfatti che potrebbero benissimo essere evitati. È un urlo a chiunque possa decidere delle sorti dell’umanità a essere più responsabile in ciò che si fa e si esercita, a prescindere dai giri economici e di potere. “Le acque del sonno eterno” vuole implorare tutti gli uomini a imparare dai nostri stessi errori. Sbagli che hanno portato a catastrofiche conseguenze spezzando l’esistenza di molte vite umane.

Quando, dopo parecchio tempo, le acque si calmarono e i suoi occhi cercarono all’orizzonte il corpo di Sara, non vide niente. Sembrava essere stata inghiottita dalla furia dell’acqua.

Segnalazione: Dimmi solo ti amo

Oggi vi segnalo l'uscita di Dimmi solo ti amo di Alex Refrain in uscita domani 21 agosto. Autore: Axel Refrain Pagine: 200 D...